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MASTERCLASS CON ANTONIETTA DE LILLO AL BIOGRAFILM FESTIVAL

giugno 9, 2014

Il 7 giugno Antonietta De Lillo ha tenuto una masterclass  con i ragazzi della Biografilmschool  al Biografilmfestival di Bologna.

COS’E’ IL FOUND FOOTAGE?

Found footage, in ambito cinematografico, è un termine che si usa per descrivere film realizzati parzialmente o interamente con un metraggio preesistente, successivamente riassemblato in un nuovo contesto e rimodellato in una nuova forma. Si tratta di una pratica di prelievo e recupero che non va confusa con il documentario o con i materiali di repertorio. Il termine ammicca all’ object trouvé della storia dell’arte. Il found‐footage ha un significato vicino, ma non assimilabile, a quello del film‐collage e del film di montaggio. Il film di recupero nasce nel momento in cui il montaggio si afferma come momento di elaborazione secondario. Le pellicole lasciate all’abbandono vengono recuperate e riutilizzate, favorendo l’elaborazione di una pratica differente del cinema, il found footage.

Il found footage negli anni ’20‐’30: Il film di found footage si interroga sull’organizzazione delle sequenze di immagini spesso montate in maniera comica contrapponendo mondi che si odiano e si ignorano e facendo scaturire l’ironia e l’assurdo donando a questi documenti una forza emotiva che a priori non possiedono.
Il found footage negli anni ’60‐’70: si utilizzano film “trovati” e si interviene su doppiaggio o sottotitoli per rielaborarne il significato. Si possono inserire sulla pellicola testi nuovi, segni, parole chiave, come contrappunto testuale al flusso di immagini.
Vengono spesso montati insieme a immagini pubblicitarie e di attualità, e usati come veicolo per rivendicazioni politiche, sociali, identitarie o esistenziali.
Il found footage negli anni ’80‐’90: lavora non solo sul montaggio ma sulla manipolazione della superficie e dello spessore del nastro della pellicola. Un lavoro sul supporto tramite il quale si moltiplicano i procedimenti di intervento sul materiale originale: sviluppo artigianale, scollaggio dell’emulsione e ricollocamento su altri supporti, utilizzo di diversi formati, tintura della pellicola.
Contemporaneamente si sviluppa un altro genere di foud‐footage che invece di lavorare sulla materialità dell’immagine, lavora sull’autobiografia, sul “diario”, sulla ricomposizione del ricordo attraverso i filmini di famiglia. Si tratta di film sulla soggettività e sulla storia personale del cineasta, un esempio italiano di questa tipologia di found footage è Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi (2002).
Il riuso delle immagini è una pratica crescente del cinema contemporaneo che trae linfa dal suo passato per creare nuove esperienze della visione. Un’attenzione al riciclo capace di coinvolgere home movies, sequenze del cinema muto o frammenti televisivi. E infine, come insegnano Guy Debord e Jean‐Luc Godard, l’intera storia del cinema, considerata un immenso giacimento per scavi della visione. Distribuite in rete, nel normale circuito cinematografico o, sempre più, in quello espositivomuseale, sono opere che amplificano i montaggi delle avanguardie artistiche ‐ dal collage al ready‐made ‐ con forme di editing sperimentale, per un cinema al tempo stesso archeologico e in digitale. Una cultura visiva meticcia, fra videoarte, cinema d’artista e sperimentazioni documentarie che definisce il found footage film.
Nicole Brenez nel suo studio “Cartografia del Found Footage ” individua due macrocategorie di found‐footage: quello endogeno, ovvero che nasce dall’interno, in cui l’autore attinge alle proprie opere recuperandone frammenti per reinserirli in un nuovo percorso narrativo, spesso dal carattere autobiografico, e quello esogeno, ovvero che nasce dall’esterno quindi da materiali trovati, di altri autori o da immagini “anonime”.  Quello di LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO di Antonietta De Lillo è ascrivibile alla prima categoria, a un found footage endogeno, che parte da un lavoro dell’autrice stessa rielaborando il girato a 20 anni di distanza non tanto in chiave autobiografica ma piuttosto con una tensione interamente rivolta al soggetto ritratto, la poetessa Alda Merini.

 

Partendo dal confronto dei due ritratti della regista su Alda Merini: La pazza della porta accanto (2013) e Ogni sedia ha il suo rumore (1995), i ragazzi hanno potuto notare le differenze tecniche e artistiche dei due lavori, l’incontro è stata l’occasione per confrontarsi con la regista e per approfondire il concetto e la tecnica del Found Footage.

 

 

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Alda Merini al Biografilm Festival di Bologna

giugno 4, 2014

BIOGRAFILM FESTIVAL DI BOLOGNA

FOUNDFOOTAGE
ALDA MERINI 20 ANNI DOPO
masterclass con Antonietta De Lillo

sabato 7 giugno ore 15, Cinema Lumière, Sala Scorsese

A quasi vent’anni da Ogni sedia ha il suo rumore, ritratto a Alda Merini con Licia Maglietta presentato nel 1995 alla 48° edizione del Festival Internazionale del Film di Locarno, Antonietta De Lillo partendo dallo stesso girato realizza nel 2013 La pazza della porta accanto, presentato alla 31° edizione del Torino Film Festival.

Il primo ritratto si caratterizza per il montaggio serrato ed esplosivo tra la conversazione con la poetessa e la performance teatrale di Licia Maglietta, mentre il secondo, attraverso la sola voce della Merini che diventa più intima, disegna un ritratto della donna e dell’artista in tutta la sua fragile grandezza.

Nell’incontro si parlerà con l’autrice di foundfootage in quanto recupero e riciclaggio di girato già utilizzato o scartato per realizzare nuove storie e nuovi racconti.
I due lavori messi a confronto consentiranno di riflettere sul genere del videoritratto e su come questo sia declinabile in modi diversi pur partendo dallo stesso materiale.
La masterclass sarà l’occasione di parlare della scelta del punto di vista che accompagna non solo la fase di riprese ma l’intero iter di lavorazione del film, compresi montaggio e finalizzazione, e di come l’avvento del cinema digitale avendo scardinato i concetti di originale e duplicato abbia favorito l’affermarsi del foudfootage nella nostra epoca.

La conversazione con Antonietta De Lillo consentirà di parlare di foundfootage anche in relazione alle nuove esperienze di cinema partecipativo di cui l’autrice, insieme alla marechiarofilm, è stata in Italia la pioniera.

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La masterclass è organizzata nell’ambito di Biografilm School 2014, progetto di formazione promosso dal festival per offrire ai partecipanti un’esperienza a 360° sul cinema e la comunicazione attraverso attività e incontri con professionisti e registi di fama internazionale. Per informazioni Biografilm School 2014
La partecipazione è aperta anche a tutti i possessori della tessera follower del festival con richiesta di prenotazione all’evento. Per informazioni Tessera Follower 2014

Clip di  Ogni sedia ha il suo rumore

Clip di  La pazza della porta accanto

 

 

 

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